3) CAIRO E IL SUO TERRITORIO

BLOG05

Con la popolazione , il territorio è l ‘elemento cardine di ogni comune.
Nel prossimo quinquennio mantenere e preservare questo elemento dovrà essere una priorità.
Indichiamo alcune azioni necessarie:
– mappature volte alla prevenzione del dissesto idrogeologico;
– interventi atti a garantire una costante pulizia del fiume e dei rii al fine di eliminare rischi e costi derivanti dalle calamità naturali;
– preservazione da possibili nuovi insediamenti produttivi delle aree di maggiore estensione e pregio quali la “Piana di Rocchetta”;
– protezione del sistema boschivo inteso non come “santuario inaccessibile”, ma come occasione per attrarre a Cairo appassionati della natura;
– diffusione della conoscenza del territorio sia a livello scolastico primario, sia per tutta la popolazione mettendo a regime iniziative già esperite grazie a volontari esperti;
– educazione al rispetto del territorio, mediante attività “puliamo il bosco” o “puliamo il fiume” organizzate con le scuole e/o le associazioni;
– valorizzazione del nostro territorio attraverso guide o brochure che illustrino itinerari turistici basati su 1) visite ai monumenti del Comune, 2) passeggiate di diversi chilometri, 3) escursioni in bicicletta.

IL TERRITORIO QUALE CONTENITORE DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE E DI SERVIZIO

L’INDUSTRIA
Il tessuto industriale che si è radicato a Cairo negli anni 30 del secolo scorso, ha in qualche modo, assolto la sua funzione fino sul finire degli anni 70, quando la crisi della chimica ha progressivamente travolto le aziende cairesi, lasciando dietro di se gravi problemi ambientali oltre alla perdita di centinaia di posti di lavoro.
Unica realtà superstite di quella storia è quella legata alla filiera del carbone .

Italiana Coke: Il prossimo quinquennio dovrà vedere continuità di controllo e di interscambio di iniziative fra comune e proprietà al fine del mantenimento dell’unità produttiva non disgiunto dalla accettabilità sociale della stessa. Oggi siamo in fase di rinnovo della autorizzazione ambientale integrata (A.I.A.) rilasciata dalla Provincia nel 2010 e scaduta. La Regione ha richiesto che lo stabilimento sia sottoposto alla preventiva valutazione di impatto ambientale (VIA). Contro questa richiesta l‘Azienda ha fatto ricorso al T.A.R.
Non entriamo nel merito della scelta aziendale che ha avuto come conseguenza il blocco dell’A.I.A. Oggi come oggi, a nostro giudizio, le aziende non possono più contrapporre atteggiamenti di muro contro muro sulle tematiche ambientali. Occorre perseguire una politica di continuo confronto su questi temi.
Per tali motivi, oltre alle altre prescrizioni, intendiamo ottenere un sistema di monitoraggio in continuo ai camini della azienda che sia in grado di fornire il Monitoraggio in continuo delle Emissioni (SME)

Funivie: la copertura dei parchi carbone dovrà finalmente essere realizzata eventualmente anche con una occupazione più contenuta del suolo al fine di ricavare, se possibile, ulteriori aree potenzialmente produttive ad uso dell’industria, in un perimetro già delimitato.

Iniziative industriali più recenti l’abnorme utilizzo del territorio posto in essere dalla chimica ha fatto sì che in anni più recenti tipologie industriali diverse abbiano scelto di trovare collocazioni alternative e lontane dalle aree chimiche poi sottoposte a bonifica.
Ne è derivata una presenza industriale “a macchia di leopardo” che, se da un lato, ha consentito il recupero di un buon numero di posti di lavoro, d’altro lato, ha causato l’insorgere di problematiche nuove anche perché sempre contigua ad aree residenziali .
Nonostante precise azioni messe in campo per tenere sotto stretto controllo le questioni prodotte dalla contiguità fra industria e abitato civile alcune difficoltà di percorso si sono registrate. E’ il caso della “Filippa” evidenziatosi soprattutto a seguito dell’alluvione dell’autunno 2016.
Le questioni sono state prontamente affrontate e risolte ma questo induce a riflettere come ogni autorizzazione all’esercizio di impresa, prima di essere rilasciata debba tenere conto del contesto nel quale si inserisce, con particolare attenzione alla vicinanza con arre residenziali e luoghi sensibili e qualora rilasciata debba essere accompagnata da un quadro prescrittivo preciso, certo non di carattere vessatorio ma in grado di ricomprendere anche eventi straordinari a tutela e salvaguardia del territorio circostante.
Il Comune, negli ultimi anni, ha già ricercato risposte volte a mettere a disposizione delle iniziative imprenditoriali aree ben definite, omogenee fra loro e in grado di condividere servizi e infrastrutture comuni .
E’ il caso degli insediamenti sulle aree bonificate ex-Agrimont e sulla scelta di indicare a Ferrania spazi a disposizione per nuove attività produttive .
In merito alle attività produttive va sottolineato che il nostro Comune rientra nell’Area di Crisi Industriale Complessa, così come individuata con D.G.R. nr. 812 del 5 settembre 2016, dal DM 21 settembre 2016, nonché dal DM 8 febbraio 2017,
Tale qualifica, assolutamente stategica sotto il profilo industriale apre nuovi scenari, rendendo appetibile il nostro territorio a nuovi realtà produttive che potranno insediarsi beneficiando di concrete opportunità previste dai Progetti di Riconversione e Riqualificazione industriale (P.R.R.I.)

In particolare il P.R.R.I. permetterà ai nuovi insediamenti sul territorio di beneficiare di:
1. incentivi agli investimenti produttivi, sia nazionali che regionali;
2. incentivi alla ricerca e all’innovazione tecnologica;
3. interventi per il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro.

Occorre tuttavia mettere a regime queste scelte attraverso una programmazione urbanistica in grado di prestabilire spazi e condizioni per lo sviluppo produttivo ed occupazionali del territorio.

AGRICOLTURA
Per molti anni, salvo talune aziende rilevanti per dimensioni, l’agricoltura cairese ha svolto un ruolo sussidiario al lavoro in fabbrica.
Per il futuro si può pensare che il settore assuma maggiore autonomia e sia rivolto a scelte giovanili interessate a una opzione di “ imprenditorialità agricola”.
Per tali motivi il Comune può, con la collaborazione di professionisti del settore (agronomi) con il supporto delle associazioni di categoria e con l’aiuto del CAB (Associazione degli allevatori) valutare percorsi per facilitare occasioni insediative.
Esistono, d’altra parte, già oggi attività che riguardano: la produzione casearia, la possibilità dell’invecchiamento naturale del formaggio in cavità naturali, la produzione del miele.
Oltre a ciò possono essere potenziati i mercati della terra che, nati con la collaborazione di Slow Food sono via a via diventati una presenza costante ed apprezzata.

Più in generale il territorio del comune dovrà aderire con maggiore incisività al sistema Gruppo di Azione Locale (G.A.L.) attraverso cui attrarre fonti finanziarie a sostegno del settore e alle nuove prospettive di bandi europei relativi al Piano di Sviluppo Rurale (P.S.R.)

IL COMMERCIO
Anche questo settore ha subito e subisce i pesanti contraccolpi della crisi economica.
Le motivazioni sono note:
– perdita di potere di acquisto da parte delle famiglie;
– insediamento di iniziative multinazionali;
– diffusione del commercio on line.
La nostra rete commerciale trova il suo punto di approdo soprattutto verso la media o medio grande distribuzione .
Ma anche qui resiste prevalentemente il settore alimentare mentre si assiste al progressivo svuotamento della capacità attrattiva per generi commerciali diversi. Ora, mentre il comune non ha poteri specifici su queste tipologie commerciali a seguito della liberalizzazione del settore, ha invece un preciso dovere di sostegno del commercio tradizionale .
Non sempre nel quinquennio scorso ci sono stati rapporti fattivi con i commercianti. Negli ultimi mesi tuttavia si sono aperte prospettive di dialogo che dovranno diventare metodo lungo queste direttrici.
In particolare la creazione di uno sportello permanente a favore dei commercianti che permetta la facilitazione dei contatti sia tra le associazioni dei commercianti sia con singoli operatori al fine di:
– condividere iniziative con i siti sui quali il commercio tradizionale è insediato (Centro Storico, Piazza della Vittoria, Corso Dante, Piazza Abba, Corso di Vittorio, Corso Martiri della Libertà)
– includere nelle iniziative anche la rete commerciale collocata fuori Porta Soprana e le frazioni;
– proseguire con carattere di continuità a quanto avvenuto in occasione delle ultime festività natalizie, dell’ “8 marzo” e della “settimana di Pasqua”, intensificare eventi, anche a costi contenuti e in co-produzione fra Comune, rete commerciale e Pro Loco in modo da rendere maggiormente attrattivo il territorio durante tutto l’anno e non solo in nel momento di eventi consolidati quali “Cairo Medioevale”, “Sagra della Tira” ecc.

ARTIGIANATO DI PREGIO
Sempre al fine di rivitalizzare il centro storico rendendolo attrattivo verso l’intero contesto valbormidese, il vicino Piemonte e la riviera, si potranno esaminare possibilità insediative su Via Roma o nei vicoli afferenti per laboratori artigianali di pregio. Alcune realtà sono già esistenti, (ceramica, sartoria, creazione gioielli), altre, in un contesto di nuova accoglienza, potrebbero essere attivate anche da giovani associati o secondo la metodologia start-up o co-working secondo possibilità innovative quali quelle di collocare più risposte nell’ambito di locali comuni al fine di abbattere i costi degli investimenti. Mirare l’attenzione ai giovani e alle giovani donne come “soggetti di impresa” deriva anche dalla constatazione che quando i giovani, prevalentemente nel settore commerciale, hanno intrapreso le loro attività hanno dimostrato di saperci fare.

TURISMO
Fino agli anni ’30 del secolo scorso, Cairo aveva un ruolo turistico attrattivo nei confronti, in particolare, del genovesato . La massificazione della industria chimica ha, in pratica , azzerato questo ruolo . Oggi, tuttavia, si può legittimamente ipotizzare una ripresa di tale attività.

Del sistema naturalistico, delle occasioni fornite dalla ricchezza del patrimonio boschivo e dalla assoluta bellezza di molti panorami inclusi nel territorio comunale abbiamo già detto.
Agli ospiti, oltre a ciò, possiamo proporre molte occasioni di visita quali:
– il centro storico del capoluogo;
– il Castello sulla cui area attrezzata dovranno concentrarsi manifestazioni estive di vario tipo, anche rivolte a giovani e dagli stessi gestite;
– il Convento Francescano in grado di attrarre visitatori indifferenziati oltre che specifici (scaoutismo);
– il centro storico della frazione di Rocchetta che con la sua Chiesa rappresenta un gioiello architettonico con affreschi e stucchi barocchi, i Murales di pittori locali ed il ponte Romani simbolo della frazione;
– il borgo San Pietro di Ferrania, con la sua chiesa e la struttura abitativa che crea, in chi vi si inoltra , una immediata suggestione di ritorno all’antico;
Per questi ultimi due siti si può pensare a eventi specifici che per numero e quantità forniscano continuità attrattiva come per il centro storico anche per il capoluogo.
Sono solo esempi ma ci forniscono l ‘occasione per raccontare all’esterno una Cairo che merita di essere conosciuta ed apprezzata.
E intenzione creare un vero e proprio sito del Turismo, dove promuovere gli eventi già in calendario da anni, promuovere i nuovi eventi anche del nostro “contenitore culturale” nel quale promuovere le strutture ricettive alberghiere, il piccolo artigianato e le tante piccole realtà eno-gastronomiche che gravitano nel nostro Comune.

IL PIANO URBANISTICO COMUNALE (P.U.C.)
Di recente conferimento, a seguito di gara, ad uno studio specializzato, il P.U.C sarà molto verosimilmente la stella polare cui rivolgere le scelte per il futuro di Cairo nel prossimo quinquennio.
Obiettivi di tale strumento saranno :
– la creazione di nuove occasioni di sviluppo economico e produttivo ad impatto “zero” sia per quanto riguarda la quantità delle aree disponibili, sia per la definizione delle tipologie di impresa alle quali dedicare attenzione anche partendo dalla solidità e durata nel tempo delle singole iniziative ed al rapporto impresa/posti di lavoro ;
– gli indici di accettabilità sociale delle nuove imprese in senso complessivo: salute e sicurezza dei lavoratori, sicurezza del territorio circostante;
– il monitoraggio delle condizioni di tutti i comparti delle attività umane presenti o di nuova creazione: industria, artigianato, commercio, servizi, agricoltura, turismo;
– il monitoraggio delle infrastrutture esistenti e di quelle necessarie ai fini del nuovo sviluppo. Fra queste: viabilità, trasporti, adeguatezza delle reti idriche, elettriche, telefoniche, fognarie, rete e collegamenti telematici;
– la qualità e quantità di energia necessaria;
– i sistemi di prevenzione di ogni forma di inquinamento (aria, acqua, suolo, miasmi) e le metodiche di smaltimento dei rifiuti o degli scarti delle lavorazioni .
Il P.U.C., attraverso la fotografia dell’esistente e la puntualità delle previsioni, può diventare reale condizione di “sviluppo sostenibile” evitando , tra l ‘altro, sia la realizzazione di cattedrali nel deserto (cementificio di Bragno), sia l’inserimento sul territorio di iniziative ad alto contenzioso sociale.
La sensibilità della popolazione nel corso degli anni, è profondamente mutata. Oggi il lavoro rappresenta ancora il bisogno prioritario per ciascun cittadino, ma le condizioni del lavoro stesso devono risultare accettate ed accettabili .

E questo, siamo certi non sfugge al sistema delle imprese , con le quali, come con tutti gli altri soggetti interessati allo sviluppo occorre stabilire rapporti preliminarmente chiari .
D’altra parte, proprio la condivisione è il punto di forza del P.U.C.
Il P.U.C. non è una “gabbia” nella quale rinchiudere le occasioni di sviluppo. E una opportunità e come tale deve nascere con il massimo di conoscenza da parte di tutti i fruitori delle previsioni in esso contenute . A questa conoscenza dovranno essere chiamate :
– le categorie economiche delle imprese di tutti i settori;
– le categorie dei lavoratori a qualsiasi titolo occupati;
– le associazioni dei cittadini di tutti i settori;
– la totalità dei cittadini anche attraverso la compilazione di questionari individuali in grado di fornire ai progettisti e all’ufficio preposto, valutazioni , priorità, aspettative.

Ovviamente il P.U.C. sarà , per la sua natura, un lavoro di lunga lena.
Per tali motivi e sempre con lo spirito della unitarietà degli interventi, l’amministrazione dovrà fino all’avvio del quinquennio 2017/2022, favorire azioni rivolte a risolvere questioni già aperte e note.